Il paesino di San Vito Lo Capo si costituì intorno ad una Torre di guardia del sec. XVII, che poi divenne una chiesa, nel territorio demaniale ericino, con una popolazione in gran parte formata da pescatori. È situato a ridosso di Capo San Vito che chiude ad occidente il vastissimo golfo di Castellammare. Il paese si adagia al centro di una piccola baia trasformata in porto ed ha alle spalle il suggestivo picco roccioso di Monte Monaco. Fino al 1880 San Vito fu presa d’assalto dai pirati turchi, testimonianza sono le torri di avvistamento presenti. Successivamente divenne sempre più un paesino strettamenete legato al turismo, grazie al mare e alla spiaggia, incrementato dagli eventi turistici nati per promuovere sempre di più questo luogo incantato della provincia di Trapani. Il Cous Cous Fest è diventata una manifestazione mondiale in cui chef da tutto il mondo cucinano il loro cous cous. Negli ultimi anni sempre più piede sta prendendo il Festival degli Aquiloni.

La prima costruzione, realizzata intorno al ‘300, fu una piccola cappella dedicata a San Vito Martire, patrono del borgo marinaro. Secondo la leggenda il giovane Vito (nato in realtà a Mazara del Vallo), dopo essersi convertito al Cristianesimo, fu costretto ad abbandonare il paese per sottrarsi alle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. Venne accompagnato dalla nutrice Crescenza.Col tempo crebbe la fama della chiesa e dei “miracoli” attribuiti al martire Vito e a Santa Crescenza e così, per accogliere i numerosi fedeli che arrivavano in pellegrinaggio e soprattutto per difenderli da ladri e banditi l’originaria costruzione ando trasformandosi in una fortezza/alloggio.